Omotossicologia in Medicina Veterinaria: un approccio diverso per i nostri Animali

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L’Omotossicologia nasce intorno al 1950 ad opera del Dott. H.H. Reckeweg e rientra nella branca delle cosiddette “Medicine non convezionali” (MNC) e delle “Medicine Non Convenzionali Veterinarie” (MVNC). Il termine “Omotossicologia”, letteralmente, significa “studio delle tossine dell’uomo”, ma questa disciplina trova in effetti applicazione anche in Medicina Veterinaria. Secondo l’Omotossicologia infatti, le malattie sono l’espressione della lotta che l’organismo umano o animale mette in atto contro le numerose sostanze tossiche che, per cause esterne o intrinseche, si accumulano al suo interno e non riescono ad essere eliminate in modo efficace. Esistono tossine esogene che sono quelle provenienti dall’esterno, derivanti ad esempio dall’inquinamento atmosferico e idrogeologico, le tossine che giungono all’organismo tramite l’alimentazione, la respirazione, la somministrazione (e spesso l’abuso) di farmaci, fertilizzanti, pesticidi, conservanti, coloranti, le radiazioni. Le tossine endogene sono quelle invece prodotte dal nostro organismo in conseguenza della vita che conduciamo, dell’alimentazione errata, della vita sedentaria, dello stress, dei pensieri negativi. Molte tossine endogene sono prodotte dal metabolismo cellulare e dalla lotta delle cellule del sistema immunitario contro agenti patogeni come virus, batteri e parassiti.
Dr. Reckweg
In condizioni normali tutte queste tossine vengono eliminate da organi detti emuntori quali il fegato, i reni, l’intestino, la pelle e i polmoni. Quando queste sono in eccesso, gli emuntori vengono sottoposti ad un superlavoro affaticandosi, spesso contro natura. Questo si verifica perché con il tempo e con l’eccesso di tossine, si viene a creare un sovraccarico del tessuto connettivo, che, come indica il nome stesso, ha la tanto importante quanto sottovalutata funzione di “connettere” tra di loro le varie cellule dei nostri organi e tessuti. Attraverso il connettivo, infatti, passano innumerevoli sostanze e molecole (citochine, ormoni, farmaci ecc…) e pertanto è fondamentale che questo tessuto si mantenga sano e “pulito”, e non ingorgato da un sovraccarico di molecole tossiche che limitano e si oppongono al passaggio di altre sostanze di vitale importanza per mantenere il nostro organismo in una situazione di omeostasi, ovvero di equilibrio e di benessere. Per questo motivo, come vedremo più avanti, uno dei punti fondamentali della terapia omotossicologica, è proprio il drenaggio della matrice connettivale. Le tossine che non riescono ad essere prontamente eliminate, tendono ad accumularsi in organi e tessuti provocando irritazioni locali, infiammazioni e reazioni allergiche. L’Omotossicologia studia gli effetti delle tossine sull’organismo e il relativo trattamento attraverso farmaci costituiti da associazioni di più rimedi omeopatici a basse diluizioni ( i c.d. RIMEDI COMPLESSI ). Inoltre, accanto ai rimedi omeopatici classici (di origine animale, vegetale e minerale) utilizzati all’interno dei complessi, è stata introdotta una serie di principi farmacologici “nuovi” frutto dell’interpretazione biochimica e immunologica delle malattie, come i NOSODI, derivati dai prodotti del metabolismo di parti di tessuti, virus, batteri, i PREPARATI DI ORGANO DI SUINO, utilizzati nelle malattie croniche laddove esiste un danno d’organo, i CATALIZZATORI INTERMEDI, che riattivano i processi chimici cellulari, gli ALLOPATICI OMEOPATIZZATI, ovvero farmaci “tradizionali” diluiti a dosi omeopatiche e quindi privi degli effetti collaterali tipici del farmaco di partenza, che in questa nuova “veste” svolgono al contrario un ruolo benefico nel processo di disintossicazione dell’organismo. Questi farmaci, se correttamente scelti ed utilizzati, ovvero se prescritti a seguito di una visita omotossicologica completa ed accurata che permetta al medico omotossicologo di inquadrare correttamente la patologia all’interno della Tavola delle Omotossicosi (vedi immagine), permettono la disintossicazione progressiva dell’organismo, “ripulendo” la matrice connettivale, riattivando le funzioni cellulari e stimolando il sistema immunitario nella sua funzione di lotta contro le tossine, che terminerà con la loro espulsione dall’organismo e con un ripristino dell’equilibrio dello stesso.
Tavola delle Omotossicosi
L’Omotossicologia come abbiamo già detto, trova impiego anche in Medicina Veterinaria e può riuscire a risolvere situazioni che la medicina tradizionale non riesce a “sbloccare”, proprio perché il suo intento non è la semplice eliminazione del sintomo visibile (chiamata “soppressione” in omeopatia e omotossicologia), ma la stimolazione dell’organismo stesso affinché si liberi dal carico tossinico, vera causa di malattia. È comunque importante sottolineare come l’ Omotossicologia non si contrapponga necessariamente alla medicina tradizionale allopatica, ma in molti casi puo’ essere utilizzata in associazione con quest’ultima (sinergismo) allo scopo di migliorare la risposta terapeutica, depurare l’organismo dall’eccesso di tossine e dai residui dei farmaci, ridurre il dosaggio di questi ultimi e di conseguenza i loro effetti collaterali.
Personalmente, da quando utilizzo questa MNC, nella mia pratica clinica ambulatoriale ho ridotto di un 70-80% l’utilizzo di farmaci antibiotici e antinfiammatori, per fare un esempio.
L’Omotossicologia in Medicina Veterinaria trova applicazione nelle più svariate patologie, sia acute che croniche, compreso le patologie oncologiche. In oncologia puo’ essere utilizzata come supporto alla chemioterapia o, in casi in cui i proprietari rifiutino i trattamenti chemioterapici e/o chirurgici o non ci siano gli estremi per la loro applicazione, anche come unico trattamento, che ovviamente varia da caso a caso e da paziente a paziente (terapia individualizzata). Inoltre l’ Omotossicolgia rappresenta una valida alternativa terapeutica nei pazienti anziani o pediatrici, dove spesso abbiamo il limite di utilizzo di alcuni farmaci tradizionali, in ragione del loro metabolismo e degli effetti collaterali di questi ultimi.
I prodotti omotossicologici sono disponibili anche in fiale iniettabili, garantendo una via di somministrazione semplice in tutti quei casi dove la terapia per bocca non è applicabile
Notevoli sono i risultati ottenuti in pazienti anziani con artrosi, ad esempio, che con l’ Omotossicologia riescono ad essere gestiti a lungo senza ricorrere ai cortisonici e, nel caso questi debbano essere necessariamente somministrati, il supporto omotossicologico puo’ aiutare a mantenerne bassi i dosaggi e a minimizzarne gli effetti collaterali. Nei casi di artrosi (ma non solo) i farmaci omotossicologici possono essere usati inoltre, in un’ottica di medicina integrata, anche in associazione all’agopuntura, ottenendo risultati impressionanti, impensabili da raggiungere con il solo utilizzo della medicina tradizionale. Anche nel trattamento delle patologie gastroneteriche dei nostri animali, la terapia antiomotossica permette di ottenere risultati notevoli, soprattutto nelle forme croniche refrattarie al trattamento con i farmaci convenzionali e tendenti al peggioramento. In questi ultimi casi, secondo la mia esperienza, si ottengono risultati migliori e ancor più duraturi, intervenendo contemporaneamente con omotossicologia e passaggio da una dieta commerciale ad una dieta naturale, formulata appositamente per il paziente da un medico veterinario esperto in nutrizione. In conclusione, la medicina omotossicologica può essere utilizzata in modo efficace anche nei nostri amici animali, e in totale sicurezza in quanto i farmaci utilizzati sono totalmente privi di effetti collaterali. Tuttavia, come per tutte le altre MNC, è indispensabile affidarsi a un medico veterinario esperto in materia ed evitare il “fai da te” e il passaparola, perché se è vero che i farmaci utilizzati sono privi di effetti collaterali, è pur vero che se non se ne conosce il meccanismo d’azione e, soprattutto, se la patologia non è correttamente inquadrata, la terapia, che deve sempre essere individualizzata, rischierà di non avere alcuna efficacia! ———————— articolo di Dr.ssa Marta Batti, Medico Veterinario che utilizza la terapia omotossicologica nel suo Ambulatorio Veterinario di Cesa (AR).  

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