Malattie infettive del cane e del gatto e vaccinazioni: cosa, quando e perchè

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Durante la storia della medicina veterinaria è normale che si passino diverse tappe. Le vaccinazioni annuali di cane e gatto sono ormai superate e hanno lasciato spazio per una visione più consapevole del piano vaccinale, che comprenda solo alcune delle malattie infettive presenti nei nostri territori. Vediamo adesso assieme quali sono le malattie per cui vacciniamo i nostri animali, in modo da poter scegliere consapevolmente quando il nostro Medico Veterinario ci proporrà un piano vaccinale per il nostro Amico.
Fino a pochi anni fa vaccinare annualmente il proprio Amico animale era “un must”. Era infatti ritenuto necessario “ricordare” al sistema immunitario ogni anno contro chi o cosa dovesse essere “pronto a combattere”. La pratica comune del vaccino annuale però si è infatti scontrata con le più recenti acquisizioni scientifiche che dimostrano come 1. sia il più delle volte inutile 2. possa essere dannosa avendo diversi effetti collaterali. Avere fiducia nel proprio Medico Veterinario curante credo sia ASSOLUTAMENTE NECESSARIO (senza fiducia, come potete affidargli uno dei Esseri più cari nella vostra vita?). Allo stesso tempo però è ugualmente necessario impostare un cammino di consapevolezza e conoscenza. Conoscere per orientarsi. Continuiamo quindi questo percorso – aiutati dalla dr.ssa Marta Batti dell’Ambulatorio Veterinario S.Lucia di Cesa (AR) – iniziato qui per capire cosa fosse un vaccino e che proseguiamo questa settimana per capire QUALI SONO LE MALATTIE INFETTIVE verso le quali è necessario vaccinare? che RISCHI corriamo a vaccinare e quali  NON VACCINARE?  dr.MM
Sebbene alcune malattie infettive siano comuni a diverse specie animali (soprattutto quelle batteriche), cane e gatto sono colpiti da diversi agenti patogeni che, anche a seconda della fase della vita che sta attraversando il nostro Amico, possono fare più o meno danno. Quali sono le malattie infettive attualmente contenute nei vaccini in commercio? Vediamolo assieme!

CANE QUALI SONO LE MALATTIE INFETTIVE CHE COLPISCONO IL CANE?

  • Parvovirsu e cimurro sono due malattie particolarmente gravi nel cucciolo
    PARVOVIROSI: E’ una patologia infettiva di natura virale, contagiosa, che si trasmette da cane malato a cane sano attraverso feci, urine, vomito. Si manifesta con diarrea liquida emorragica, vomito, disappetenza ed estremo abbattimento dell’animale. Ha spesso decorso mortale, soprattutto nei cuccioli, che risultano i più colpiti a causa del loro sistema immunitario non ancora del tutto competente e nei quali il virus può causare danni anche alle cellule cardiache. Il parvovirus è particolarmente resistente nell’ambiente ed ha la caratteristica di mutare velocemente (come i virus influenzali dell’uomo).
  • CIMURRO: E’ una patologia infettiva, contagiosa, trasmessa da un virus della famiglia Paramyxoviridae,che colpisce sia il cane domestico che alcuni animali selvatici come la volpe e il lupo, alcuni felidi, ma non il gatto domestico. Si manifesta con scolo nasale catarrale, malessere generale, inappetenza, picchi febbrili e sintomi neurologici come tremori e convulsioni. Si trasmette per via aerogena, per contatto diretto tra individuo sano e individuo malato, principalmente attraverso lo scolo oculo-nasale, ma anche tramite saliva, urine e feci. Può colpire soggetti di ogni età, ma anche in questo caso i soggetti più a rischio sono i cuccioli.
  • LEPTOSPIROSI: Malattia infettiva di origine batterica, particolarmente importante perché, a differenza delle altre, può trasmettersi anche all’uomo (si parla infatti di zoonosi). Molti mammiferi, non solo il cane, possono essere sia serbatoio che ammalarsi di leptospirosi. Il principale serbatoio di Leptospire è considerato il ratto. Esistono molte sierovarianti di Leptospira e non tutte sono comprese nel vaccino. Questo è importante perché significa che la vaccinazione protegge solo da alcune Leptospire e che quindi riduce il rischio di malattia, ma non lo azzera del tutto. E’ un tipo di vaccinazione che va dunque valutata in base allo stile di vita del cane e al rischio effettivo di contrarre la patologia (es: un cane da caccia sarà esposto ad un rischio maggiore rispetto ad un cane di città che vive prevalentemente in appartamento). Tuttavia ogni caso è a sé e andrà valutato insieme al proprio medico veterinario, in base al rapporto rischio-beneficio della vaccinazione. La trasmissione avviene principalmente attraverso urine infette, in quanto la Leptospira si localizza a livello renale e può essere escreta nell’ambiente attraverso l’urina anche da animali asintomatici.
  • TOSSE DEI CANILI: Malattia che si manifesta con sintomatologia prettamente respiratoria, con tosse spesso rantolosa, particolarmente persistente e duratura, espettorazione di muco e catarro (spesso scambiato dai proprietari per vomito), febbre (non sempre presente). Se trascurata può esitare in broncopolmonite. Non è mortale, anche se può essere molto fastidiosa sia per il cane che per il proprietario. Alcuni autori attribuiscono l’eziologia della patologia solo a Bordetella Bronchiseptica, ma attualmente molti altri ricercatori credono che l’eziologia della Tosse dei canili sia multifattoriale, ovvero che sia causata da più agenti patogeni tra cui micoplasmi e virus. Sono più a rischio i cani che frequentano luoghi come canili, pensioni, mostre e manifestazioni varie. Molto meno gli altri.
  • RABBIA: La Rabbia è una malattia virale che non è più presente in Italia da alcuni decenni. Tuttavia la vaccinazione è OBBLIGATORIA solo per gli animali che si recano all’estero. Se il cane rimane in Italia, invece, la vaccinazione antirabbica è del tutto sconsigliata in quanto inutile. La malattia è trasmessa attraverso il morso di animale infetto e si manifesta con sintomi nervosi, come cambiamenti del comportamento, ipersalivazione, febbre, aggressività, paralisi. Fatevi consigliare dal vostro Vet, che potrebbe però essere a conoscenza di nuovi o vecchi focolai in alcune particolari zone, ad esempio quelle Alpine!
  • EPATITE INFETTIVA: L’epatite infettiva canina (precedentemente chiamata malattia di Rubarth) è causata da un virus, l’adenovirus canino di tipo 1. In Europa colpisce principalmente i cani e le volpi. La principale fonte di infezione è l’ingestione di urina, feci o saliva di cani infetti. Dopo la guarigione, i cani possono diffondere il virus mediante le urine per un periodo fino a 6 mesi (!!!!). Il virus è resistente a numerosi disinfettanti e può permanere nell’ambiente per diverse settimane o mesi. I cuccioli molto giovani muoiono entro poche ore e, in ambienti come quelli delle pensioni per cani, la malattia si diffonde molto rapidamente. I sintomi possono variare notevolmente, da lievi fino ad arrivare alla morte.
L’occhio blu può essere uno dei postumi di un epatite virale nel cane
L’occhio blu  è una condizione osservata in molti cani e dipende dal ceppo del virus dell’epatite infettiva. Questa condizione compare circa 10 giorni dopo lo sviluppo dei primi sintomi, durante la fase della guarigione. È causata da un rigonfiamento (edema) della superficie dell’occhio, che assume un aspetto lattiginoso e una colorazione bluastra; questa condizione si risolve spontaneamente. A volte questo rappresenta l’unico sintomo osservato dal proprietario dell’animale. Altre malattie per cui la pratica della vaccinazione in Italia è poco diffusa sono LA MALATTIA DI LYME (Borrelia burgdorferi), CORONAVIRUS, GIARDIASI.

GATTO QUALI SONO LE MALATTIE INFETTIVE CHE COLPISCONO IL GATTO?

      • Lingua di un gattino affetto da calicivirosi che presenta le tipiche ulcere
        CALICIVIROSI: Malattia virale respiratoria del gatto che si manifesta con congiuntivite, starnuti, debilitazione, febbre, ulcere in cavità orale (soprattutto sulla superficie della lingua e palato). I gattini spesso manifestano sintomi più gravi degli adulti. Nelle infezioni respiratorie, spesso gli animali non si alimentano in quanto non riescono a sentire l’odore del cibo e questo contribuisce ad aggravare lo stato di nutrizione del soggetto. Anche questo è un virus che muta frequentemente e esistono vari ceppi. Il vaccino può quindi non garantire la protezione totale dalla malattia, ma può contribuire a ridurne i sintomi e la gravità.
      • RINOTRACHEITE INFETTIVA VIRALE: Malattia sostenuta da Herpesvirus. Si manifesta con sintomi respiratori, Anche in questo caso il vaccino può non garantire la protezione totale dalla malattia, ma può contribuire a ridurne i sintomi e la gravità.
      • PANLEUCOPENIA: Patologia che si manifesta di solito con un grave quadro di gastroenterite (vomito, diarrea e dolore addominale) e un indebolimento del sistema immunitario. I gattini piccoli sono più esposti. Può portare a morte.
      • LEUCEMIA FELINA (FeLV): E’ una leucemia causata da un virus, che può manifestarsi con una serie di sintomi molto eterogenei e non sempre tutti contemporaneamente presenti. Il quadro di gravità è estremamente variabile, ma è bene sottolineare che la semplice positività a un test FeLV non significa necessariamente malattia. Esistono gatti positivi che vivono tranquillamente senza manifestare sintomi per lunghi periodi di tempo. Ogni caso va quindi valutato a sé. Il contagio avviene tramite graffi, morsi, accoppiamento tra individuo malato e sano, per cui ci deve essere un contatto diretto. Ne consegue che questa è una vaccinazione la cui opportunità deve essere valutata attentamente col proprio medico veterinario in base allo stile di vita dell’animale. Se il gatto vive in appartamento e non ha contatto con altri gatti che potenzialmente potrebbero contagiarlo, tale vaccinazione risulterà totalmente inutile.
Credo che questa breve panoramica possa risultare utile, in quanto molti proprietari considerano la pratica routinaria del richiamo annuale una consuetudine, ma ben pochi di loro sanno cosa sia un vaccino, come funziona, quali sono le malattie verso le quali sta proteggendo il proprio cane o gatto attraverso quella che sembra solo una “banale iniezione”. Semplicemente delegano il proprio veterinario a prendere delle decisioni nelle quali invece il proprietario dovrebbe avere una parte attiva. Questo atteggiamento, se da una parte rappresenta un atto di fiducia incondizionata nei confronti del proprio medico veterinario (“di certo lui saprà cosa è meglio fare per il mio amato compagno”)  dall’altra  denota una mancanza di informazione che deve necessariamente essere colmata. Adesso che abbiamo visto quali sono i vaccini più utilizzati e la loro indiscussa utilità nel prevenire la comparsa di patologie spesso gravi e mortali, cerchiamo di analizzare anche l’altro lato della medaglia. Come abbiamo visto nel post precedente, un vaccino ideale dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:     Ma abbiamo anche detto che non esiste un vaccino che le presenti tutte contemporaneamente.  

I DANNI QUALI SONO I POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI DI UN VACCINO?

Qui di seguito cercheremo di analizzarli insieme, non di certo con l’intento di creare inutili allarmismi, ma con la pura e semplice intenzione di informare, in modo che la pratica della vaccinazione diventi un atto consapevole e ragionato. Gli effetti collaterali dei vaccini (o razioni avverse) segnalati in letteratura sono molteplici e in generale sono collegati alla stimolazione del sistema immunitario, alla presenza di adiuvanti e altre sostanze che residuano dal processo di attenuazione degli agenti patogeni con cui sono allestiti (vedi post precedente). La letteratura in materia è vasta ma poco omogenea, comunque si stima che tra tutte le segnalazioni di reazioni avverse ai farmaci, una buona percentuale (dal 30 al 45% circa) sia da collegarsi alla vaccinazione. Inoltre si osserva che le percentuali di reazioni avverse ai vaccini stanno aumentando progressivamente negli anni. Le reazioni avverse possono manifestarsi subito dopo la vaccinazione (da poche ore a pochi giorni) o in tempi più lunghi (mesi o anni). I sintomi maggiormente segnalati sono: abbattimento, letargia, depressione, disappetenza, febbre, reazioni locali nel punto di inoculo, atassia, rinite, congiuntivite, artrite, dispnea (difficoltà respiratorie), reazioni orticarioidi, collasso, vomito, diarrea, vasculiti, anemia, trombocitopenia (diminuzione del numero di piastrine), reazioni a carico dell’occhio (uveiti, edema della cornea), anafilassi. Inoltre alcuni studi hanno messo in relazioni alcuni tipi di vaccino ( soprattutto quelli per la FeLV e per la Rabbia, ovvero vaccini contenenti adiuvanti), con la comparsa, anche a distanza di anni, di fibrosarcomi (forme tumorali), soprattutto nei gatti. La causa non è del tutto chiara, ma si pensa che lo sviluppo del fibrosarcoma sia collegato ad una risposta infiammatoria marcata ed inappropriata a livello di sito di inoculo del vaccino (a volte il problema si riscontra anche a seguito di inoculazione di altri tipi di farmaco). Sebbene le reazioni avverse sopracitate non siano fortunatamente all’ordine del giorno, è comunque importante tenerne conto e cominciare a ragionare sulle modalità e sulle possibili strategie da mettere in atto per proteggere i nostri animali senza però esporli a rischi eccessivi ed inutili per la loro salute. La prima regola, a mio avviso, è evitare di ipervaccinare gli animali. Valutate sempre il rapporto rischio beneficio di ogni singola vaccinazione insieme al vostro medico veterinario di fiducia. Ricordiamoci che non esistono protocolli vaccinali standard uguali per tutti. Il protocollo vaccinale deve essere personalizzato sulla base dello stile di vita, attività, età, stato fisiopatologico del singolo paziente.
È fondamentale avere fiducia nel proprio Vet e allo stesso tempo essere ben informati per scegliere al meglio per il nostro Amico!
La seconda è quella di accertarsi sempre dello stato fisiologico e di salute del proprio animale prima di eseguire una profilassi che va a “stressare” il sistema immunitario, che dunque deve essere in condizioni di massima responsività e non impegnato in altri fronti. E’ imperativo che la vaccinazione debba essere sempre preceduta da una accurata visita clinica e in caso di dubbi sullo stato di salute dell’animale, è sempre meglio rimandarla di qualche tempo. Teniamo presente che la pratica del cosiddetto “richiamo annuale” indiscriminato è una consuetudine ormai obsoleta per la maggior parte dei vaccini e che il sistema immunitario non è un sistema “a scadenza” che dopo un anno esatto smette di funzionare. Rimandare il richiamo di qualche settimana in caso di dubbi sullo stato di salute del vostro pet non lo esporrà  a maggiori rischi di ammalarsi. In ogni caso è sempre bene che vi affidiate al giudizio del vostro Medico Veterinario di fiducia. La terza regola è quella di informarsi in modo più scientifico possibile, cosa abbastanza ardua in questo caos informatico e di notizie di ogni genere da cui, nostro malgrado, siamo bombardati ogni giorno. E’ molto facile andare in confusione e non sapere a chi dare retta. Il consiglio è quello di farvi guidare da un Medico Veterinario che sappia rispondere in modo chiaro alle vostre domande e soprattutto che deve essere scelto sulla base della fiducia e della competenza. Medico che seguirà il vostro amico durante le varie fasi della sua vita e che quindi saprà, meglio di chiunque altro, consigliarvi al meglio nelle scelte riguardanti la sua salute. Nel prossimo capitolo parleremo di linee guida vaccinali e di titolazione anticorpale e di come la medicina olistica e una corretta alimentazione possano fornire un valido aiuto per supportare il sistema immunitario nel periodo peri-vaccinale, aiutando nel contempo l’organismo a disintossicarsi efficacemente. State pronti! ?      – Dr.ssa Marta Batti, Medico Veterinario – Ambulatorio Veterinario S.Lucia – Loc.Cesa, Marciano (AR) – Approfondimento: Vaccinazioni e patologie dentali sono state messe in correlazione con l’insorgenza di Malattia Renale Cronica nel gatto Approfondimento: Vaccini per cane e gatto: approfondiamo un argomento controverso Approfondimento: Libro “Vaccini. Danni e Bugie” di S.Cattinelli e S.Marucelli – Macro Edizioni Fonti:
  1. Kenneth Murphy, Immunobiologia di Janeway, ottava edizione.
  2. www.zoetis.it
  3. Scivac – Prontuario Terapeutico Veterinario 6°ed.
     

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