La natura ci aiuta: antiparassitari naturali per cane e gatto

blog-img

 

Pulci, zecche, acari, ma anche insetti vettori di malattie come leishmaniosi e filariosi cardiopolmonare: abbiamo molte buone ragioni per voler tenere i nostri Amici protetti dai diversi parassiti esterni. Vediamo come la natura ci viene in aiuto, tramite l’utilizzo di Oli Essenziali ed altre sostanze naturali utili per il controllo dei parassiti di cane e gatto! Con l’inizio della stagione estiva, è importante il controllo degli ectoparassiti del cane e del gatto, quali pulci e zecche. Questi parassiti devono essere controllati non solo per il fastidio che provocano all’animale (prurito, grattamento, dermatiti allergiche…), ma anche e soprattutto per la loro capacità di trasmettere numerose malattie, come ad esempio l’elrlichiosi, caratterizzate da sintomatologia spesso vaga e aspecifica (febbre, abbattimento, dolorabilità articolare) e quindi a volte non così facilmente diagnosticabili, almeno nelle prime fasi.
Il flebotomo, anche detto pappatacio, mentre inizia il suo pasto di sangue
Un altro gruppo di parassiti che dobbiamo tener lontani dai nostri Amici sono gli insetti pungitori, fra cui i flebotomi – vettori della leishmaniosi, una malattia protozoaria prevalentemente dei cani, ma che può manifestarsi eccezionalmente anche nel gatto – e le zanzare della famiglia Culicidae – vettori di Dirofilaria immitis agente della dirofilariosi cardio-polmonare, malattia anche questa prevalentemente (ma non solo) dei cani. La lotta ai parassiti esterni sta diventando ogni anno più difficile. Ad ogni nuova primavera ci troviamo infatti ad affrontare problemi di resistenza alle diverse molecole chimiche messe in commercio. Pulci e zecche se ne infischiano di tutte le prove di tossicità nei loro confronti fatte dalle aziende e persino patologie come la leishmaniosi e la filariosi, nonostante l’enorme controllo medico messo in atto negli ultimi 15 anni, continuano la loro avanzata. Se non bastasse questo, esiste almeno altri due ottimi motivi per fare uso di sostanze naturali. Il primo, più ovvio almeno per i proprietari attenti, riguarda la tossicità dei prodotti chimici per i nostri Amici cane e gatto. Nonostante le compagnie farmaceutiche abbiano in genere garantito l’assenza di tossicità dei loro prodotti nel breve periodo (tossicità acuta), che io sappia nessuno studio è mai stato condotto sulla tossicità a lungo termine legata all’applicazione mensile di prodotti sulla pelle dei nostri Anima-li, nè tanto meno sulla somministrazione per bocca dei prodotti filaricidi o antipulci. Non possiamo fare allarmismo, specialmente su un blog come questo che nasce come incontro della Scienza con il Naturale, ma certamente la sorveglianza dei proprietari di cani e gatti è fondamentale per riportare effetti collaterali legati anche solo possibilmente a farmaci. Quindi, occhi aperti e riportate ogni dubbio al vostro Medico Veterinario che è obbligato per legge a fare rapporto al Ministero della Salute in questo senso (qui il modulo). Il secondo ottimo motivo e per il quale invece esistono purtroppo già diversi studi in merito è il pesante effetto ambientale delle molecole utilizzate. Anche se effettivamente i danni maggiori vengono fatti in zootecnia infatti, esistono alcuni studi che segnalano come anche l’applicazione degli spot-on su cani e gatti possa avere pesanti ripercussioni ambientali. Questo è fra l’altro uno dei motivi per cui consiglio (anzi, obbligo) ai miei clienti di NON lasciare che il proprio cane si bagni in un fiume, lago o mare nei giorni successivi all’applicazione dell’antiparassitario esterno.
È vero che non possiamo pensare a tutto, ma se ognuno di noi fa una piccola parte possiamo rendere questo mondo poco alla volte migliore!
 

I prodotti antiparassitari commerciali: pro e contro

Il controllo di questi parassiti può essere fatto con prodotti chimici e/o naturali.  Ormai in commercio esiste una vastissima gamma di prodotti (forse anche troppi) che a volte rende difficile al proprietario la scelta. Come orientarsi allora? La cosa migliore per non sbagliare è chiedere un consiglio al proprio veterinario che, conoscendo l’animale, la sua storia clinica e soprattutto il suo stile di vita, saprà consigliare la tipologia di prodotto più appropriata. Sembrano frasi fatte, ma specialmente per i parassiti, NESSUNO come il vostro Vet può sapere quale sia l’effettiva situazione epidemiologica nella vostra zona e quindi consigliarvi il prodotto più adeguato.
Frutti dell’albero di Neem, una delle piante più interessanti per le sue proprietà antiparassitarie
Veniamo al dunque quindi: quali metodi naturali possiamo utilizzare per la lotta ai parassiti esterni di cane e gatto? Uno dei metodi certamente più promettenti è quello di utilizzare gli Oli Essenziali (OE), essenze purissime e altamente concentrate di diversi fiori e piante.  Esistono alcuni prodotti in commercio a base di OE di buona o ottima qualità. Tralasciando le marche particolari (già sento un “noooooooooooo” di fondo, ma io non posso né voglio fare nomi su questo blog.. ? ) vi riporto solo alcune considerazioni di massima sulla metodologia di applicazione di questi principi naturali. Esistono infatti diverse forme in commercio:
  • Collari: se da una parte i collari son molto comodi (li mettiamo e ce ne possiamo tranquillamente dimenticare) oltre a darci una inconscia sensazione di protezione maggiore (li vediamo, sono lì, tipo scudo) in realtà non li reputo una buona soluzione nella maggior parte dei casi. Per essere efficaci infatti i collari devono rilasciare i loro principi attivi sulla cute dell’animale… quindi devono essere a contatto con la cute! Questo vuol dire che collari messi quasi per bellezza come collanine non servono a un bel nulla, mentre mettendoli “a dovere” si pone il problema di rovinare il pelo, strapparlo se cane o gatto è a pelo lungo, o peggio di tutto dare al nostro povero Amico la sensazione di strangolamento. No collari quindi (almeno per me, nella mia opinione).
  • Spray: particolarmente comodi, spesso deliziosamente profumati, hanno però il grande svantaggio di avere durate solitamente molto molto brevi. Non raggiungendo la cute possono al limite funzionare come discreti repellenti per qualche ora.
  • Pipette spot-on: è in generale e nella mia esperienza il prodotto che preferisco. Gli spot-on sono prodotti in genere a base oleosa che una volta applicati in pochi punti sulla cute del nostro Amico si distribuiscono sull’intera superficie in modo omogeneo, permettendo una reale protezione anche nei confronti di parassiti già presenti.
Come linea generale diffidate comunque dei prodotti troppo economici o che evidenziano una lunga durata d’azione! Come vedremo infatti i principi naturali hanno molte ottime proprietà, ma non sono certi economici, né tanto meno hanno lunga durata. La durata d’azione prolungata è sempre legata a prodotti sintetizzati dall’uomo, altrimenti in natura tutto tende a tornare alla natura e quindi a decomporsi.
Pensata alla differenza fra la carta (prodotto fatto dall’uomo ma di origine naturale = legno) e la plastica, prodotto sintetizzato dall’uomo che può rimanere inalterato anche per decenni nell’ambiente. Ecco quindi: se vi dicono che dura a lungo le cose son due: o non è veramente naturale, o non è vero e quindi l’azienda non è abbastanza seria da dichiarare la limitata durata d’azione. In ogni caso: girate alla larga! ?
 

Oli Essenziali: quali sono i più promettenti? 

L’olio essenziale di zenzero ha dimostrato ottime capacità repellenti
Vediamo quali OE hanno dimostrato un’azione antiparassitaria più promettente secondo la scienza e che quindi sarà utile ritrovare nel prodotto che andrete a comprare per il vostro Amico:
  • OE di Lavanda (Lavandula vera DC anche detta Lavandula angustifolia Mill.): l’OE estratto dai fiori di Lavanda si è dimostrato efficace contro alcune famiglie di acari e zecche. Il suo effetto è sia repellente che adulticida, a seconda delle concentrazioni.
  • OE di Menta (Mentha piperita e  Mentha pulegium L. in particolare): l’essenza di Menta è riconosciuta come efficace repellente per diverse famiglie di zanzare, oltre che avere un discreto effetto larvicida. Alcuni studi hanno dimostrato la sua efficacia in campo contro gli acari della rogna.
  • OE di Citronella (genere Cymbopogon): questa pianta della famiglia delle Graminaceae, o meglio l’intero genere cui appartiene, è da sempre utilizzato dagli indigeni dell’Amazzonia come repellente naturale. Senza dubbio è uno dei rimedi naturali più studiato e il suo potere repellente è del 100% verso diversi tipi di zanzare nelle ore successive l’applicazione.
  • OE di Zenzero (Zigiber officinalis) : questa meravigliosa spezia dalle mille proprietà, ha dimostrato fra l’altro in alcuni studi di possedere una notevole attività repellente verso diverse famiglie di insetti pugitori fra cui anche Culex quinquefasciatus, una zanzara vettore di diverse malattie di uomo e animali (zoonosi) presente nei paesi tropicali.
  • OE di Eucalipto (Eucaliptus globulus): l’OE di questa pianta è utilizzato da millenni per le sue proprietà repellenti e diversi studi moderni ne hanno dimostrato l’efficacia sia verso ditteri come la zanzara tigre che altre classi di insetti. Una curiosità? Da una ricerca emerge come la sua azione sia potenziata dall’aggiunta di vanillina al 5% alla miscela! ?
  • OE di TImo (Thymus vulgaris): questo OE ha dimostrato potenti attività antibatteriche e antimicotiche, fatto che già di per sè lo potrebbe candidare per una miscela ad uso cutaneo. Alcuni studi inoltre indicano la sua efficacia nelle lesioni cutanee causate dalla leishmaniosi, per le quali sarebbe persino superiore al glucantime. Ai documentati effetti acaricidi e insetticidi, studi recenti hanno aggiunto anche proprietà repellenti.. chi più ne ha più ne metta, questa meravigliosa pianta mediterranea ha mille virtù! ?
  • OE di Basilico (Ocimum basilicum): un’altra splendida pianta mediterranea il basilico, che ha già dimostrato una buona attività antibatterica e antivirale. Anche se non efficace su alcuni tipi di zecche, l’OE di questa pianta ha dimostrato buone proprietà repellenti verso diversi tipi di zanzare.
  • OE di Albero del Tè (Melaleuca alternifolia): se fino a qualche anno fa conoscevamo in pochi le proprietà di questa pianta, credo che ormai anche il più sprovveduto conosca o abbia sentito nominare il “famoso” Tea Tree Oil. L’OE dell’Albero del Te, originario di Australia e Nuova Zelanda, è conosciuto a ragione. Le sue proprietà antibatteriche, antivirali e antinfiammatorie sono infatti studiate da anni. Quasi sempre presente per via della sua potente attività antifungina, è da tenere in conto che, specialmente nei gatti, non sono infrequenti fenomeni di allergia o reazione a questo OE.
Tutti questi OE sono in genere miscelati in un olio base che per scopi antiparassitari è di solito l’Olio della pianta di Neem. Questo olio, che non è un Olio Essenziale, ma un prodotto comunque totalmente naturale estratto dalle foglie, frutti e corteccia di una pianta denominata Azadirachta indica, originaria dell’India e della Birmania, è ricco di antiossidanti naturali ed esplica una forte azione antivirale, antibatterica e repellente. Varie parti dell’albero di Neem hanno dimostrato un’azione verso alcuni parassiti dei nostri Anima-li, fra cui pulci, moscerini pungitori, zanzare e zecche.  

I limiti delle sostanze naturali

Abbiamo già visto come diverse buone ragioni possano spingerci all’utilizzo di antiparassitari naturali in sostituzione ai prodotti di sintesi. Vediamo però quali sono i limiti di questi prodotti. Il primo grande limite è lo scarso effetto parassiticida delle molecole naturali. Come abbiamo visto infatti la maggior parte degli Oli Essenziali ha sostanzialmente un effetto repellente, vale a dire rende sgradita la permanenza sulla pelle del nostro animale o evita l’avvicinamento. Questo tipo di effetto è particolarmente importante nei confronti degli insetti pungitori, come flebotomi e zanzare, ma vi sono alcune situazioni in cui potremmo avere necessità di eliminare i parassiti, non solamente repellerli. Ad esempio un Anima-le allergico al morso di pulce deve essere protetto con particolare attenzione, evitando totalmente il contatto con questi parassiti, oppure Anima-li immunodepressi, cani e gatti di canile o gattile, Anima-li con infestazioni massicce.. insomma: diversi casi non possono prescindere dal prodotto chimico parassiticida. Un altro limite purtroppo degli antiparassitari naturali è la durata.  I prodotti chimici hanno infatti una durata più lunga, che va dai 20gg/1 mese per gli spot-on (fialette da applicare sulla cute) ai 5/8 mesi di alcuni collari, passando per uno-tre mesi di alcuni farmaci a somministrazione orale. E i naturali? la maggior parte dei prodotti spot-on dichiara di necessitare di un’applicazione ogni 15 giorni, ma secondo diversi studi pubblicati la durata degli OE presenti all’interno potrebbe essere di gran lunga minore (parliamo di ore). Insomma, come sempre, ci servirebbero degli studi scientifici in più per testare in condizioni di campo i singoli prodotti, in modo tale da poter scegliere consapevolmente il miglior prodotto per il nostro Amico.  

Quindi quali possono essere le soluzioni??

Questa è una domanda da mille punti. I prodotti antiparassitari realmente efficaci, così come quelli antibatterici, diventeranno presto un lontano ricordo. I fenomeni di resistenza sono in continuo aumento e uno dei doveri di noi Medici Veterinari è anche quello di impedire il più possibile che questo accada, per salvaguardare noi e i nostri Amici. Come potremo fare dunque a liberarci degli sgraditi ospiti, rispettando l’ambiente e la salute dei nostri Amici allo stesso tempo? 
Estate e primavera sono certamente i momenti in cui porre maggiore attenzione
Una risposta univoca purtroppo non esiste. È necessario valutare l’età e lo stato di salute del nostro Amico e metterlo in correlazione con la zona in cui vive, tenendo conto dei parassiti presenti e delle possibili malattie trasmissibili. Come linea generale possiamo certamente dire che in primavera ed estate dovremo avere un’attenzione maggiore, visto il moltiplicarsi di questi esserini, mentre in inverno e per animali che vivono in casa potrebbero bastare anche i prodotti naturali. Un’altra buona idea è quella di associare a antiparassitari esterni dei prodotti fitoterapici immunomodulatori da dare per bocca. Alcune piante o funghi infatti, come ad esempio il Cordyceps, il Ginseng siberiano, l’Echinacea o l’Astragalo possono aiutare il sistema immunitario di cane e gatto, rendendoli più resistenti alle malattie trasmesse da vettori. In questo modo, da una parte aiutiamo il nostro Amico dall’esterno, dall’altro gli diamo modo di difendersi meglio da solo, dall’interno.
Insomma, io sono per le soluzioni naturali, ormai credo si sia capito, MA non è tutto oro quel che luccica e la migliore soluzione dovete necessariamente studiarla assieme al vostro Vet, magari combinando diversi prodotti antiparassitari naturali, almeno per diminuire l’uso dei prodotti chimici. 
 

.. E se troviamo una zecca??

Potrebbe comunque capitare che, nonostante il corretto utilizzo di antiparassitari, sporadicamente una zecca si attacchi comunque al nostro Anima-le. Cosa fare in questo caso? Prima di tutto: NO PANIC! ? Le zecche infatti non sono in grado di trasmettere malattie almeno per le prime 16-24 ore dopo che si sono attaccate. Questo vuol dire che, se controllate abitualmente il vostro Amico al suo rientro in casa, non dovete farvi prendere dal panico: avete tutto il tempo per studiare la miglior soluzione. La volete togliere voi, con metodo, oppure preferite prendere appuntamento dal vostro Vet? senza fretta! ? No, mi spiace, soffocarla con dell’alcol, utilizzare benzina o altri ritrovati casalinghi non funzionerà con lei (le zecche respirano una volta ogni mezz’ora, figurati tu quanto dovreste stare fermi lì per soffocarla) e NON vi venisse la geniale idea di darle fuoco quando è ancora attaccata!
modalità corretta di afferrare una zecca attaccata al nostro Amico: vicino alla cute
Vediamo come toglierla: la zecca si ancora alla cute dell’animale in maniera molto salda tramite una specie di uncino, detto rostro, per staccarsi poi solo una volta terminato il pasto di sangue. La zecca non va MAI tirata, perché, così facendo, il rostro potrebbe rimanere attaccato alla cute dell’animale, provocando una reazione infiammatoria localizzata detta granuloma, che noi avvertiremo al tatto come un”nodulino“. L’altro motivo per cui non va tolta tirandola è che, durante questa procedura, la zecca subisce uno “stress”, o una vera e propria spremitura, e rigurgita parte del suo contenuto nell’ospite cane o gatto, aumentando in questo modo la possibilità di trasmissione delle malattie di cui parlavamo prima. Per questo è opportuno afferrare delicatamente la zecca con delle pinzette cercando di prenderla dalla testa, quindi la parte più vicina alla cute dell’animale. In alternativa è possibile utilizzare anche degli appositi strumenti a uncino (vedi foto). L’obiettivo è sempre e comunque quello di ruotarla in senso orario e antiorario, togliendola con un movimento a vite oppure girandola più volte finché non avvertiamo una diminuzione della resistenza. A quel punto, sfilandola, estrarremo anche il rostro e diminuiremo il pericolo di trasmissione di malattie. Quindi, per evitare questo effetto spremitura, sarà anche indispensabile NON toglierla con le mani! NO NO NO .. online si vede di tutto purtroppo.. ? Ah.. cosa farne ora che l’avete tolta? Beh, certamente NON schiacciarla. So che potrebbe essere quasi un istinto irrefrenabile, ma le femmine gravide in questo modo spargerebbero le loro uova nell’ambiente per cui fareste più danni che altro! (VIDEO: Mi spiace dirlo, ma non ho trovato nessun video in you tube in Italiano veramente chiaro e professionale circa il togliere le zecche da un cane o gatto. Anzi, girano un’enorme quantità di fesserie. Questo è un buon video anche se in Inglese..buona visione!)   Fonti:  Dr.ssa Marta Batti – Linee guida per i clienti dell’Ambulatorio Santa Lucia – Cesa, Marciano della Chiana (AR)
  1. Prajapati, V., et al., Insecticidal, repellent and oviposition-deterrent activity of selected essential oils against Anopheles stephensi, Aedes aegypti and Culex quinquefasciatus. Bioresource Technology, 2005. 96(16): p. 1749-1757.
  2. Pushpanathan, T., A. Jebanesan, and M. Govindarajan, The essential oil of Zingiber officinalis Linn (Zingiberaceae) as a mosquito larvicidal and repellent agent against the filarial vector Culex quinquefasciatus Say (Diptera: Culicidae). Parasitology Research, 2008. 102(6): p. 1289-1291.
  3. Nerio, L.S., J. Olivero-Verbel, and E. Stashenko, Repellent activity of essential oils: A review. Bioresource Technology, 2010. 101(1): p. 372-378.
  4. Dolan, M.C., et al., Biocidal Activity of Three Wood Essential Oils Against Ixodes scapularis (Acari: Ixodidae), Xenopsylla cheopis (Siphonaptera: Pulicidae), and Aedes aegypti (Diptera: Culicidae). Journal of Economic Entomology, 2007. 100(2): p. 622-625.
  5. Fradin , M.S. and J.F. Day Comparative Efficacy of Insect Repellents against Mosquito Bites. New England Journal of Medicine, 2002. 347(1): p. 13-18.
  6. Kumar, S., N. Wahab, and R. Warikoo, Bioefficacy of Mentha piperita essential oil against dengue fever mosquito Aedes aegypti L. Asian Pacific Journal of Tropical Biomedicine, 2011. 1(2): p. 85-88.
  7. Pirali-Kheirabadi, K. and J.A. Teixeira da Silva, Lavandula angustifolia essential oil as a novel and promising natural candidate for tick (Rhipicephalus (Boophilus) annulatus) control. Experimental Parasitology, 2010. 126(2): p. 184-186.
  8. Tingle, C.C., et al., Fipronil: environmental fate, ecotoxicology, and human health concerns, in Reviews of environmental contamination and toxicology. 2003, Springer. p. 1-66.
  9. Boxall, A.B.A., et al., Peer Reviewed: Are Veterinary Medicines Causing Environmental Risks? Environmental Science & Technology, 2003. 37(15): p. 286A-294A.
  10. Yang, P. and Y. Ma, Repellent effect of plant essential oils against Aedes albopictus. Journal of vector ecology, 2005. 30(2): p. 231.
  11. Mägi, E., T. Järvis, and I. Miller, Effects of different plant products against pig mange mites. Acta Veterinaria Brno, 2006. 75(2): p. 283-287.
  12. Wynn, S.G. and B.J. Fougère, Veterinary Herbal Medicine: A Systems-Based Approach. Veterinary Herbal Medicine, ed. S.G. Wynn and B.J. Fougère. 2007, Saint Louis: Mosby. 714.
  13. Nilforoushzadeh, M., et al., Comparison of Thymus vulgaris (Thyme), Achillea millefolium (Yarrow) and propolis hydroalcoholic extracts versus systemic glucantime in the treatment of cutaneous leishmaniasis in balb/c mice. J Vector Borne Dis, 2008. 45(4): p. 301-306.
  14. Park, B.-S., et al., Monoterpenes from thyme (Thymus vulgaris) as potential mosquito repellents. Journal of the American Mosquito Control Association, 2005. 21(1): p. 80-83.
  15. Ghrabi-Gammar, Z., et al., Screening of essential oils from wild-growing plants in Tunisia for their yield and toxicity to the poultry red mite, Dermanyssus gallinae. Industrial Crops and Products, 2009. 30(3): p. 441-443.
  16. de Almeida, I., et al., Antigiardial activity of Ocimum basilicum essential oil. Parasitology research, 2007. 101(2): p. 443-452.
  17. Carson, C., K. Hammer, and T. Riley, Melaleuca alternifolia (tea tree) oil: a review of antimicrobial and other medicinal properties. Clinical microbiology reviews, 2006. 19(1): p. 50-62.
  18. Sharma, V., M. Ansari, and R. Razdan, Mosquito repellent action of neem (Azadirachta indica) oil. Journal of the American Mosquito Control Association, 1993. 9(3): p. 359-360.
  19. SU, M., Activity and biological effects of neem products against arthropods of medical and veterinary importance. Journal of the American Mosquito Control Association, 1999. 15(2): p. 133-152.
     

2019© copyright Dr Maria Mayer