A proposito di Report #troppatrippa

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Ieri sera è andata in onda una puntata di Report quasi totalmente incentrata sull’alimentazione commerciale per cani e gatti. Crocchette e scatolette delle più svariate marche, dal supermercato alle “grandi” ditte sono finite sotto inchiesta. Non che io valga molto di più di un due di picche, ma ci tengo ad esprimere l’opinione mia e di alcuni colleghi a proposito, dato che l’inchiesta ha “fatto il botto” anche fra noi veterinari.   Per chi non ha visto la puntata: guardatela! Vi faccio un piccolo riassunto, ma guardatela! ? perchè so per esperienza che delle volte siamo peggio di S.Tommaso: chi non vede non crede. E spesso fino a che la tv non ci fa vedere che esiste, non esiste. Dunque, di che si è parlato? La Gabanelli si è soffermata soprattutto sulla composizione delle crocche, campo completamente NON normato in Europa. Praticamente ci possono infilare di tutto. Dai cereali con un contenuto in aflatossine superiore ai limiti consentiti per l’essere umano (le aflatossine possono provocare tossicità acuta e cronica, incluse forme cancerose), alle percentuali di carne ridicole contenute. Aggiungo altri grandi limiti delle etichettature: sotto l’indicazione generica di “pollo” noi magari pensiamo ci infileranno scarti di pollo, ma intesi come CARNE di pollo… beh, non vorrei deludervi ulteriormente ma quando indicano pollo ci può finire ogni parte del pollo.. teste, zampe, ….piume.. certo. Non proprio tutto è consensito e alcuni controlli e migliorie sono stati fatti. Ma ancora è così, non possiamo sapere cosa ci sta dentro.  Su questo sono personalmente d’accordo con quanto Report ha evidenziato. Anche per le migliori marche la certezza non ci sta. Di certo però vale il contrario: marche molto economiche sono senza dubbio piene di spazzatura. Un altro punto dell’inchiesta era il rapporto ditte mangimistiche – veterinari – ricerca. Report ha evidenziato come molti congressi siano finanziati dalle diette che producono cibo commerciale e, in un punto, la Gabanelli ha paragonato il nostro rapporto a quello dei medici che vengono invitati a convegni in località marittime e “in cambio” sono “spinti” a prescrivere farmaci di quella ditta. Anche se a me, personalmente, non è parso che si facessero affermazioni tipo “il veterinario ci becca la mazzetta” oppure “il veterinario è perfettamente cosciente del danno che fa all’animale e continua a farlo” preferisco chiarire perchè molti colleghi si sono risentiti: noi veterinari NON becchiamo un euro da queste ditte nè dalla prescrizione di mangimi medicati. Ma nulla! Al limite gli informatori scientifici ci portano due stupidi gadget in ambulatorio e ci riempiono la sala visita di brochure (di pubblicità per loro!!). Ecco..chiarito questo però dico la mia.Non è vero che ci prendiamo soldi, ma che tutto giri attorno a loro (e nel campo del farmaco alle ditte farmaceutiche) è vero. Le maggiori ditte nominate ieri durante la puntata di Report supportano 1. la formazione pre-laurea (ci viene insegnato nella maggior parte dei casi a prescrivere la ditta giusta, più che a capirci qualcosa noi) 2. la formazione post-laurea tramite congressi e società scientifiche 3. la ricerca scientifica in campo di alimentazione del cane e del gatto (il 99% della ricerca è sponsorizazto in modo diretto o indiretto da i BigFood) 4. persino la maggiore istituzione in campo di formazione veterinaria post laurea che sono i College di Nutrizione Animale (sia Europeo che Americano) sono sposnsorizzati da loro! Guardate la prima pagina del sito come evidenzia subito gli sponsor.. Beh, a me questo fa rabbrividire, personalmente. Su cosa, io medico veterianrio, dovrei basare i miei consigli se tutto, tutto ciò che so proviene da quello che loro mi vogliono far sapere?? Quindi ok, sono d’accordo, alcuni colleghi NON vogliono vedere il problema, ma vi assicuro che nella maggior parte dei casi non è mala fede, ma più paura di mettere in gioco delle conoscenze consolidate da anni. Non dico siano giustificabili, ma il mestiere che facciamo è spesso fiaccante, gli impegni sono molti, le soddisfazioni (anche in termini economici) molto poche per la maggior parte di noi e non si finisce mai di studiare. Diciamo che non tutti hanno tempo e forze per mettersi a leggere etichette. Lo capisco, forse non lo giustifico, ma lo capisco.
Cane e Gatto NON sono fatti per mangiare avanzi della nostra tavola!
Infine un ultimo punto che mi preme moltissimo: alimentazione casalinga NON vuol dire dare scarti da tavola. NO no no! Pensateci un attimo. Cosa avanza dalle vostre tavole? Avanza carne? Pollo disossato? La mozzarella! La Gabanelli nomina la mozzarella! Ora, io spero che ci sia una rettifica da parte della trasmissione, perchè non credo che NESSUNO dei colleghi intervistati gli abbia detto questo. Il cane e il gatto sono carnivori, hanno bisogno di carne (molta) e di un’alimentazione bilanciata con altri nutrienti che per noi non sono strettamente necessari. Dare un’alimentazione di scarti può provocare problemi lievi (gastroenterite con diarrea e vomito.. chi di voi ha voglia di pulire), ma anche gravi. Molti colleghi si aspettano già più cani con perforazioni intestinali (ossa cotte) o pancreatiti (cibi molto grassi come mortadella, sughi molto carichi etc.). No, per favore. Non lo fate. Gli scarti da tavola di una famiglia italiana media ucciderebbero un maiale (onnivoro. Citazione di una collega questa).  Chiedete al vostro veterinario! Una dieta formulata ad hoc NON ha costi eccessivi e fra l’altro, una volta fatta, formulata (e magari dopo un primo periodo in cui potreste aver bisogno di essere seguiti più frequentemente) sarete autosufficienti e i soldi risparmiati saranno comunque parecchi. Perchè non dovremmo essere in grado di fare da soli? Perchè sono CARNIVORI, non mi stancherò mai di ripeterlo. Essere carnivori non vuol dire solo “quelli che mangiano carne”. Vogliono dire una serie di vie metaboliche diverse, vuol dire una digestione diversa, una masticazione da conoscere, molti molti punti di differenza. Voi potreste mai vivere di solo fieno? Ecco, perchè non siete una vacca, che è un erbivoro, ma siete onnivori (a parte i vegetariani ? che comunque non mangiano fieno). Ecco, loro sono altre bestie ancora. I carnivori hanno esigenze nutrizionali diverse.  Se volete saperne di più, potete leggere questo breve articolo introduttivo e ovviamente seguire questo blog ? ma sempre, se ci tenete, se li amate, non fate cose di cui potreste pentirvi. Un passo alla volta, poco a poco, cambiamo la dieta, cambiamo abitudini, e allora si, il vostro amico davvero ne potrà beneficiare! ? Primum non nocere! Sempre nella testa!!

2019© copyright Dr Maria Mayer