Le parole che usiamo con il nostro cane o gatto hanno un peso?

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Prendo spunto da quanto accaduto durante queste ultime settimane per una riflessione: le parole che usiamo con il nostro cane o gatto hanno un peso? Dirgli “bravo”, “buono”, “amore” o al contrario “cattivo”, “incapace”, “mostro” fa differenza? Come sempre la Verità è Una, ma non è detto che analisi fatte da punti di vista differenti non diano risultati differenti e apparentemente contraddittori magari! ? Prendete il mio come uno spunto di riflessione, poi a voi trarre le conclusioni ?
Una coppia di clienti mi raccontava pochi giorni fa di come il loro “Gattone-7-kg-d’amore-puro” amasse salire la domenica mattina sul letto per andarsi ad appisolare sulle spalle di Lei, ancora dormiente. Ovviamente Lui è geloso di questo atteggiamento e continua a pensare che il Gattone voglia rubargli la moglie. Per questo Lui usa spesso rivolgersi a Gattone chiamandolo “pulcioso”, “pidocchioso”, “buono a nulla”, “mangia pane a tradimento” e altri simpatici epiteti su questo stampo. Ovviamente Lui fa tutto in modo scherzoso, mescolando la punta di gelosia infantile (tipica di tutti gli uomini, se posso permettermi ? ) al suo caratteristico lato scherzoso. Lei ha sempre sostenuto che Gattone capisce, e che ci “rimane male” ma Lui sostiene che “il pidocchioso non capisce nulla”.
Davvero è così? I nostri animali domestici quanto e cosa comprendono del senso delle nostre parole? Ma soprattutto, siamo davvero convinti che le parole che usiamo, comprese in modo intellettivo o meno, non siano da pesare con il nostro cane o il nostro gatto? Diversi studi hanno dimostrato come sia cani che gatti abbiano una comprensione ANCHE intellettiva di parole e gesti dell’essere umano. Questo cosa vuol dire? Ad esempio che un cane è capace di intendere diverse parole utilizzate dal suo proprietario ad esempio per definire oggetti o persone. Un articolo pubblicato su Science nel 2004 riporta come Rico, un Border Collie, fosse in grado di riconoscere 200 parole diverse associandole ad uno specifico oggetto. Altri report suggeriscono primati ancora maggiori (1.022 parole diverse per Chaser, un altro Border Collie in South Carolina!!). “Parole, parole, parole…” diceva la canzone. Sì, ma i gesti? Anche! I cani hanno dimostrato di essere perfettamente in grado di distinguere gesti del loro proprietario. In uno studio addirittura i cani dimostravano di “fidarsi” maggiormente del gesto del loro proprietario piuttosto che del loro naso o della loro vista nella scelta della giusta ciotola contenente cibo! ? sono creature adorabili, lo so ? E i gatti? Per molto tempo si è pensato che questa specie non fosse in grado di intendere il linguaggio umano come il cane, non avendo vissuto una co-evoluzione stretta come il cane assieme all’uomo e non avendo subito una spinta alla selezione genetica di razze da lavoro che per necessità devono essere in grado di intendere meglio il loro conduttore. Non sappiamo ancora molto della comunicazione gatto-uomo, ma uno studio pubblicato nel 2013 ha dimostrato come i gatti siano mediamente in grado di distinguere la voce del loro padrone… ma non rispondono! ? da un punto di vista socio-evolutivo in effetti il gatto non ha mai avuto bisogno di “obbedire” all’uomo, ma più che altro sembrano prendere loro l’iniziativa nell’interazione con l’uomo. Ma, al di là della comprensione intellettiva di parole, gesti o suoni, possiamo immaginare un livello più profondo di comprensione fra uomo e animale? Tornando alla storiella iniziale, Gattone capisce la parola “pidocchioso”? non possiamo saperlo. Ma … queste parole possono comunque avere un effetto su di lui? I nostri animali hanno cioè una comprensione emozionale della nostra comunicazione, gesti o parole? È curioso costatare a volte come una domanda semplice possa non avere una risposta chiara dalla ricerca scientifica. Quando si esce dal campo del corpo fisico e si entra infatti nell’emozionale, in tutta quella parte di mondo che non è visibile o misurabile, la nostra scienza meccanicistica arranca. Qualche studio comunque ci sta, ad esempio l’Università di Milano ha sottolineato come il disagio emozionale espresso dal padrone possa rispecchiarsi nel suo amico felino quando posti di fronte ad un’esperienza nuova. In fondo, se ci pensiamo, non credo che nessun proprietario di animale abbia dubbi sul fatto che il proprio amico possa riconoscere empaticamente lo stato d’animo in cui ci troviamo. Questo dipende solo da gesti, toni di voce, feromoni? Oppure una comunicazione “Cuore a Cuore” è la vera ragione? o entrambe? non possiamo studiarlo tramite la scienza meccanicistica, ma di certo ciascuno di noi può sperimentarlo nella sua vita e forse la fisica quantistica ci aprirà nuovi orizzonti di conoscenza (ma questo è un altro grande capitolo). Chiudo raccontando una ricerca interessante, che sicuramente molti già conoscono. Un ricercatore giapponese, Masaru Emoto, ha passato molti anni della sua vita a studiare l’acqua e la sue particolari forme di cristallizzazione quando portata a basse temperature. Emoto sostiene che quando un recipiente contenente acqua è stato esposto per un certo periodo alle parole Amore, Gioia, Felicità o altre parole positive cristallizza in forme diverse da quando esposto a parole negative come Odio, Guerra, Rancore.  Se consideriamo che noi, così come i nostri animali, siamo fatti per la grande maggioranza di acqua, davvero il fatto che le nostre parole in sé stesse possano avere un effetto sui nostri animali ci continua a sembrare strano? ? Una linea di ricerca Italiana, cominciata come analisi di qualità di cereali, sta proseguendo ora in Svizzera analizzando, con metodiche simili  a quelle di Emoto, se la salute dell’essere umano non sia monitorabile tramite l’osservazione di cristalli provenienti da liquidi corporei! Quindi? Abbiamo certezze?  No! Ma io, nel dubbio che le mie parole possano influire in sé stesse sulle Emozioni e quindi chissà, forse anche sul Fisico e la salute dei miei amici animali, continuerò a ripetere ai miei due bambinoni quanto sono belli e quanto li amo. ?
… e il Lui di cui sopra ho raccontato la storiella, è stato obbligato dalla sua Lei a chiedere scusa a Gattone e a dirgli che è l’Essere più bello del mondo, che è amabile, stupendo e tante altre belle parole ?
Qui trovate altre immagini di cristalli se vi interessano, mentre il web è pieno di informazioni riguardo Emoto e i suoi studi.  

2019© copyright Dr Maria Mayer