Fitoterapia Veterinaria

La fitoterapia, termine di derivazione greca composto da ρhιτon, pianta e τhέσρεια, cura, nacque probabilmente insieme all’uomo stesso, quando nella preistoria questo imparò a classificare per la prima volta le piante che incontrava come ‘benefiche’ o ‘dannose’, basandosi su la propria esperienza diretta e probabilmente anche sull’osservazione del comportamento degli animali. Ogni volta che ci penso mi appare meraviglioso come l’uomo, nel corso dei millenni, abbia imparato a distinguere gli usi possibili delle diverse piante (e mi immagino quanti errori disastrosi possa aver commesso nel frattempo..).

Considero la fitoterapia un coadiuvante molto utile in una terapia, utilizzandola quindi più che altro come Medicina Complementare più che Alternativa. Diverse piante, date con attenzione e sotto prescrizione, possono apportare benefici diretti e immediati, seppur ovviamente non così “drastici” come quelli dei farmaci.

Mentre alcune terapie alternative incontrano più difficoltà nella validazione, la fitoterapia può essere considerata sostanzialmente molto vicina alla medicina così detta “ufficiale” o allopatica, basandosi sullo stesso impianto diagnostico: individuo un sintomo (ad esempio, iperattività), somministro una pianta che abbia dimostrato in studi scientifici di essere utile per questa condizione (la Melissa ad esempio). Anche modalità e dose sono (o dovrebbero) essere decise in base alla ricerca scientifica. La fitoterapia moderna si basa infatti NON solo su quello che hanno scoperto i nostri avi, ma soprattutto sulla ricerca scientifica. Riviste e riviste di vario spessore scientifico hanno pubblicato negli ultimi anni articoli scientifici sull’utilità di diverse piante nelle diverse condizioni patologiche. Alcune piante (come l’Aloe in copertina) appaiono addirittura superiori al corrispondente farmaco.

Attenzione però, non è tutto oro quel che luccica. Se da una parte è fuori di dubbio infatti che alcune piante possano essere utili in diverse patologie, è altrettanto vero che troppo spesso queste piante vengono somministrate pensando che non abbiano effetti collaterali, che siano “medicina dolce” come si usa dire. Questo non è affatto vero e anzi gli effetti collaterali possono essere anche molto gravi. Questo è ancora più vero nel caso della Fioterapia Veterinaria, dove purtroppo dobbiamo adattare molti usi a studi fatti su esseri umani, senza avere la certezza della dose o della innocuità di quanto somministrato, in quanto mai testato su animali. Per questo è fondamentale che chi fa Fitoterapia per animali sia un Medico Veterinario formato in materia.