Medicine alternative

Prima di tutto un po’ di chiarezza.

  • Cosa si intende per Medicine Complementari e Alternative Veterinarie? E le Medicine Non Convenzionali Veterinarie sono la stessa cosa? Come mai tante classificazioni diverse?

Per medicine non convenzionali (MNC) si intendono attualmente, secondo la modalità di classificazione adottata dall’Unione Europea (Risoluzione del Parlamento Europeo n.75/97 e Risoluzione del Consiglio d’Europa n.1206/99), sia medicine alternative, vale a dire composte da un corpo di conoscenze strutturato e sviluppato in modo da includere diagnosi e terapia alternative alla forma accademica euro-americana (ad esempio la Medicina Tradizionale Cinese), sia le cosiddette medicine complementari, il cui utilizzo cioè è da affiancare alle cure tradizionali. Mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di medicine tradizionali, volendo sottolineare così la ‘lunga storia’ che molte di esse hanno e che ‘rappresentano la somma totale del sapere, delle abilità e delle pratiche basate su teorie, credenze ed esperienze indigene alle differenti culture’ [WHO 2000], il mondo anglosassone preferisce la definizione, da me adottata in genere, di Complementary and Alternative Medicine (CAM).

Seguendo le stesse classificazioni della medicina umana, in veterinaria si parla di Medicine Veterinarie Non Convenzionali (MVNC) – termine preferito all’interno dell’Unione Europea – oppure, con la stessa valenza, di Complementary and Alternative Veterinary Medicine (CAVMMedicine Veterinarie Alternative e Complementari) – termine preferito negli Stati Uniti e in generale nel mondo della ricerca scientifica.

Essendo termini diversi ma riferiti allo stesso soggetto, nel mio sito preferisco in genere utilizzare la denominazione anglosassone parlando di Medicine Alternative e Complementari, un po’ probabilmente per la mia formazione accademica, un po’ perché preferisco definire queste medicine per quel che sono, invece di dire quel che NON sono. I termini rimangono comunque, almeno in questo sito, intercambiabili.

 

  • Quali sono le Medicine Alternative e Complementari Veterinarie?

Con questo termine ci si riferisce, in Italia, ha 5 diverse discipline: Omeopatia, Omotossicologia, Fitoterapia, Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e Agopuntura. Nel 2003 la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ha riconosciuto come queste discipline abbiano una importanza socio-economico-sanitaria in veterinaria e le ha ufficialmente definite come Atto Medico, inserendole nel nostro Codice Deontologico (art. 35). Cosa significa questo?

Omeopatia, Omotossicologia, Fitoterapia, Medicina Tradizionale Cinese e Agopuntura sono in Italia praticabili su un animale SOLO da un Medico Veterinario, sotto la sua diretta e non delegabile responsabilità.

Nonostante questo possa essere opinabile, tanto che in effetti non in tutti gli stati del mondo è così (in molti casi vengono previste delle figure para-professionali con formazione di base almeno triennale su fisiologia e patologia, autorizzando all’utilizzo di queste discipline spesso sia sull’uomo che sugli animali), in Italia è necessario essere Medico o Medico Veterinario per esercitare queste professioni rispettivamente su esseri umani e animali. A mio parere, questa scelta è corretta: sebbene sia certamente vero che un Omeopata preferirà utilizzare altre terapie rispetto alle convenzionali, avere una persona con formazione medica di fronte ci garantisce e garantisce i nostri animali da errori che potrebbero avere gravi influenze sulla salute. Saper riconoscere stati patologici, conoscere le varie alternative terapeutiche (includendo terapie convenzionali e non) ci garantisce sulla effettiva scelta in scienza e coscienza dell’operatore che abbiamo di fronte.

 

  • Che percorso deve fare un Medico Veterinario per potersi definire esperto di una di queste discipline?

A differenza di altre “specialità” veterinarie, l’omeopatia veterinaria è regolata da delle norme interne alla FNOVI che hanno come fine quello di identificare quale percorso debba fare un veterinario per definirsi esperto in omeopatia (omeopata, per farla breve). Questo garantisce il paziente da frodi a suo danno. Per scaricare queste linee guida clicca qui. Da parte del paziente è molto importante ricercare dei Veterinari che abbiano ricevuto questo riconoscimento dalla FNOVI quindi (lo trovate scritto sul biglietto da visita), perché garantisce se non sulla qualità della prestazione, quanto meno sulla preparazione di chi avete di fronte.

In sostanza, un medico veterinario esperto in omeopatia un corso almeno triennale, con un monte ore stabilito e con un determinato numero di ore di clinica omeopatica certificate dalla scuola. Inoltre, parametri aggiuntivi o complementari possono essere lavori scientifici pubblicati, lezioni o insegnamento della materia, congressi e seminari etc.

Lo standard di formazione in MNC è attualmente uno dei meglio normati e rispetta linee guida internazionali ponendo l’Italia davvero come eccellenza in Europa per la tutela del paziente.

Fra le discipline riconosciute da FNOVI, io mi occupo di omeopatia e fitoterapia. Inoltre mi interesso da tanti anni anche floriterapia di Bach e Australiana e di aromaterapia.