Alimentazione Casalinga

Alimentare il nostro cane o gatto con una dieta preparata in casa a base di cibi cotti viene generalmente denominata una dieta casalinga. L’enorme abbondanza di preparati industriali, più o meno lavorati, secchi o umidi, aveva portato i proprietari ad abbandonare negli ultimi decenni l’abitudine a preparare il pasto del proprio pet. Anche se ancora la maggior parte dei nostri animali viene alimentata con cibo industriale, è fuori dubbio come negli ultimi anni si stia registrando un’inversione di rotta: sempre più proprietari si interessano attivamente a ciò che finisce nella ciotola del loro amico. Ma seguire un’alimentazione casalinga vuol dire tornare a dare gli scarti da tavola “come si faceva un tempo”? NO! 🙂 O meglio, no, se ci teniamo alla salute del nostro cane o gatto. Ecco spiegato perché.

Quale è la condizione essenziale perché una dieta casalinga non si trasformi in una trappola (alcune volte senza via di uscita) per il nostro cane o gatto? è molto facile in effetti che una dieta casalinga formulata da una persona inesperta o, peggio ancora, improvvisata dando semplicemente cibo da tavola, sia completamente sbilanciata, povera di micronutrienti essenziali e, probabilmente, troppo calorica. Questo può causare patologie severe, fra cui vorrei ricordarne alcune:

Sindrome del radio curvo – www.clinique-veterinaire-bardet.com-

Una delle sindromi più comuni in cuccioli in crescita alimentati con una dieta troppo calorica è il radius curvus, cioè la curvatura del radio, un osso dell’arto anteriore. Questa condizione è più frequente in cuccioloni di taglia gigante e, una volta instaurata, necessita di una correzione chirurgica.

Un’altra condizione frequente in animali in crescita (sia cane che gatto), ma che può verificarsi anche in animali già adulti, è l’iperparatiroidismo nutrizionale (o secondario). Questa patologia, caratterizzata da una eccessiva fragilità ossea, è legata ad alimentazione povera di calcio. Cani e gatti sono carnivori infatti.. e predatori! Una preda quale, che sia, topo o lucertola, pecora o pollo, include infatti delle parti ossee, naturalmente contenti calcio che rendono la dieta base di un carnivoro maggiormente ricca di calcio rispetto a quella di un essere umano. Quando diamo poco calcio quindi? Diamo poco calcio tutte le volte che forniamo al nostro cane o al nostro gatto una dieta fatta di sola (o troppa) carne, oppure di carne e pasta ad esempio. Nessun alimento mangiato dall’uomo contiene abbastanza calcio da integrare la dieta di un carnivoro! Dopo settimane o mesi di una dieta del genere, l’organismo del nostro animale avrà intaccato le proprie riserve di calcio (ossia l’osso) e questo porterà inevitabilmente a fratture spontanee (cioè senza, o quasi, cause traumatica), dolore, difficoltà nel movimento etc. Insomma, con le dovute precauzioni, possiamo dire che è una condizione simile all’osteoporosi nell’uomo.

Cardiomiopatia dilatativa (cuore a dx)
Cardiomiopatia dilatativa (cuore a dx)

Ancora, un’altra grave condizione causata spesso da un’alimentazione casalinga sbilanciata, è la cardiomiopatia dilatativa. Questa patologia è comune soprattutto nel gatto ed è dovuta ad una carenza della dieta dell’amminoacido taurina. La taurina infatti è un amminoacido essenziale per cane e gatto, vale a dire l’organismo non è in grado di sintetizzarlo a partire da altri amminoacidi. La dieta dovrà esserne quindi necessariamente ricca. Quello che non molti sanno è che la taurina viene completamente distrutta dalla cottura, ed è per questo che in una dieta casalinga rappresenta una delle integrazioni necessarie. Fra l’altro la carenza di taurina provoca anche una degenerazione della retina con conseguente cecità irreversibile!

Ancora, .. possiamo causare con un’alimentazione un eccesso o una carenza di vitamina liposolubili, una anemia, pancreatite acuta ad esito letale.. insomma, un disastro, vi assicuro mangiando quello che mangeremmo noi, esseri umani! :-/

… ok quindi… meglio le crocchette o altro cibo industriale?? A mio parere NO! 🙂 Molto, molto meglio un’alimentazione casalinga completa e bilanciata, secondo quelle che sono delle necessità di animali diversi da noi, che quindi sono (ovviamente!) più difficili da comprendere! 🙂 Purtroppo a causa del boom dell’alimentazione casalinga (e, devo dirlo, del contemporaneo disinteresse di molti colleghi veterinari che di alimentazione casalinga non vogliono neanche sentirne parlare) sono nate sul web una serie di “professionisti” molto dubbi, siti internet che consigliano questo e quello a proposito dell’alimentazione del cane e del gatto. Persino alcuni colleghi ancora sostengono che “in fondo che ci vuole” e basta un po’ di riso e carne e variare gli ingredienti. No. Non è così. Le patologie nutrizionali sono lente ad istaurarsi, e per questo subdole, ma esistono eccome e dato che il nostro cane non potrà dirci “scusa mamma ma sai, non ho più voglia di pasta al pomodoro, per favore dammi un bell’osso” e ugualmente il nostro gattone non ci potrà dire “papone, con tutti questi carboidrati mi farai venire un diabete”, è necessario che chi voglia sostituire in modo stabile l’alimento industriale con una dieta casalinga sia seguito da un veterinario o da un nutrizionista veterinario (figura rara ma presente in Italia, da non confondere con i faciloni del web).

Quali sono i più importanti punti a favore di una dieta casalinga? Abbiamo già fatto un punto della situazione circa i differenti tipi di alimentazione di cui un cane o un gatto e quelli che sono i principali punti pro e contro le diverse scelte, per cui già sappiamo quale è il punto maggiormente a favore della casalinga: sappiamo cosa mettiamo nella ciotola! Certo, ovviamente non possiamo avere la certezza assoluta, visto che frodi alimentari capitano anche per alimenti destinati ad uso umano. Però senza dubbio abbiamo la migliore conoscenza possibile degli ingredienti. Inoltre, una dieta casalinga, rispetto ad una dieta cruda tipo la BARF, è più modulabile ed adattabile alle diverse esigenze (anche di tipo medico) dei nostri animali. Potremmo preparare una dieta in base ai gusti del nostro amico, oppure in base a sensibilità verso alcuni alimenti. È possibile preparare una dieta priva di carboidrati per animali diabetici, oppure una con uno scarso apporto proteico in tutte quelle situazioni di grave danno renale. Una dieta con un contenuto di fibre modulato in base alla risposta intestinale dimostrata dal nostro amico. Insomma, le possibilità sono molteplici.

Un altro grande vantaggio della casalinga, devo dirlo perché so che alcune volte i ritmi sono frenetici, è che possiamo tranquillamente intervallarla con pasti a base di crocche o altri alimenti industriali. Torniamo a casa troppo stanchi, non abbiamo fatto spesa, non abbiamo nulla di pronto o siamo in viaggio? Ok, le crocche possono essere un buon compromesso. Non sono il top, ok, ma anche a me capita di aprire un’insalata in busta, anche se senza dubbio è meglio quella del contadino!  Questo purtroppo non è possibile, o almeno lo sconsiglio caldamente, a chi segue una dieta BARF. In questo caso infatti la formulazione delle due diete è talmente differente e richiede all’animale vie metaboliche distinte e per questo preferisco che i miei clienti facciano una scelta chiamiamola “estremista”: meglio non mangiare se quella sera non ho scongelato nulla! 🙂